È passato ormai più di un anno e mezzo dall'applicazione del Regolamento 1223/2009, ma solo ieri, in occasione di un convegno AEFI a cui hanno partecipato la portavoce AEFI per i cosmetici Maria Riera, il farmacologo del Dipartimento di Patologia Sperimentale dell'Istituto di Ricerca Biomedica Oriol Bulbena e il direttore dell'Ufficio Tecnico Farmaceutico Mercè Camps, si è discusso per la prima volta dei cambiamenti che comportano l'aggiornamento del Dossier. Le riflessioni che si sono svolte in quella sede dovrebbero segnare una svolta nel modo in cui gli specialisti del settore cosmetico devono intendere il nuovo regolamento.
Per molti, fino ad oggi, il Dossier era un documento necessario - e obbligatorio - per poter commercializzare il proprio prodotto cosmetico. Tuttavia, man mano che si procede nell'interpretazione del nuovo Regolamento, ci si rende conto che si tratta di un documento vivo, che deve essere soggetto a modifiche e rinnovamenti in base alle circostanze del prodotto stesso. E questo è un cambiamento importante da tenere in considerazione per le aziende del settore.
Quando un'entità genera il dossier per commercializzare un prodotto cosmetico, lo fa sulla base della composizione del prodotto in quel momento. Per ragioni commerciali o per preferenze soggettive, spesso dopo la creazione del dossier vengono apportate modifiche alla composizione del prodotto stesso, sia negli ingredienti, sia nei conservanti - soprattutto nel caso dei parabeni, che vengono sostituiti da altri conservanti -, sia nei coloranti.E questo, secondo il regolamento, implica anche una revisione del dossier, in modo che sia aggiornato.
In questo modo, è necessario uscire dalla mentalità secondo cui il dossier fa parte delle procedure iniziali che precedono la commercializzazione di un prodotto cosmetico, e metterlo al suo posto, comprendendo che si tratta di un documento vivo che deve accompagnare il cosmetico in tutti i suoi viaggi.
